Tecar … Di cosa stiamo parlando?

Una breve presentazione

Chi ha avuto a che fare con tendinopatie, infortuni, operazioni chirurgiche ortopediche, probabilmente ne avrà già sentito parlare. Chi ha un centro di riabilitazione o lavora nello sport, invece, sa certamente di cosa stiamo parlando. La tecar è una tecnologia medicale diffusa in tutta Europa, che viene utilizzata per agevolare il processo di guarigione da un infortunio.
Funziona? Non funziona? La risposta anche in questo caso è… dipende! Ma da cosa dipende? Qui la questione diventa articolata ma si potrebbe semplificare in: dipende dalle caratteristiche dello strumento e in gran parte dall’esperienza e dalla manualità di chi lo utilizza.

Per capire meglio questa risposta facciamo un passo indietro e concentriamoci su cosa può generare lo strumento applicato al corpo umano: incremento della perfusione sanguigna, vasodilatazione, incremento della temperatura, incremento della proliferazione cellulare, … tutti fenomeni strettamente interconnessi sia con il processo infiammatorio, sia con la riparazione dei tessuti biologici.
La prima cosa importante da comprendere è che queste reazioni, seppur influenzate una dall’altra, possono essere stimolate con intensità variabile, in tempi distinti e in zone più o meno ampie a seconda di come viene applicato lo strumento al corpo in base all’obiettivo terapeutico. E questa è una delle caratteristiche che rende la tecnologia tecar particolarmente utile.

Impariamo a conoscere la tecarterapia con esempi tratti dalla vita quotidiana

Curare un corpo danneggiato o, meglio, supportare la sua naturale capacità di autoriparazione, non è semplice come fare qualche lavoretto in casa. I processi fisiologici alla base del funzionamento del corpo umano sono estremamente complessi. Tuttavia, possiamo provare a comprenderne alcuni con degli esempi presi dalla vita quotidiana.

Immaginate di sistemare casa e di dover scegliere un trapano elettrico per i vostri lavori. Il trapano può avere 4 funzioni: avvitare, svitare, vibrare e forare. Se dovete apporre delle viti per montare i componenti di un nuovo armadio potete usare la funzione n. 1, se dovete rimuoverle da una vecchia mensola potete usare la n. 2, se dovete scrostare della colla seccata da un pianale avete a disposizione la n. 3, se invece dovete praticare un foro in un muro c’è la funzione n. 4.
Le quattro funzioni sono tutte utili, ma lo sarebbero anche se si azionassero sempre contemporaneamente? Pensateci: potreste avvitare una vite mentre la punta del trapano sta anche vibrando? Ovviamente no.
Probabilmente meglio optare per un modello di trapano elettrico che dà la possibilità di decidere quale funzione attivare in un preciso istante. Ciò vi permetterà di essere più veloci e precisi e soprattutto vi eviterà di creare ulteriori danni. Ecco, la tecnologia tecar funziona proprio come questo trapano.

Cos’altro può impattare sulla qualità della vostra riparazione? Sicuramente più strumenti avete a disposizione più probabilità avete di essere efficaci. Ma chi vi dice quale strumento usare al momento giusto? A che altezza fare il foro? Conviene prima svitare le viti vecchie e poi mettere quelle nuove o viceversa? Se scrosto la colla dalla mensola che punta devo usare per non graffiare la vernice? Le risposte arrivano dalla vostra esperienza e dalla vostra manualità. Non basta avere un buon trapano elettrico ed un martello per essere ristrutturatori efficaci: serve farsi le ossa sul campo ed informarsi il più possibile su come usare gli strumenti a disposizione. Anche per utilizzare la tecnologia tecar, è fondamentale affidarsi a un professionista che conosce a fondo lo strumento.

Ma cos’è l’infiammazione?

Immaginate ora di svegliarvi in una bella domenica mattina piena di sole. Mentre andate in bagno sbattete accidentalmente il mignolino del piede destro sull’angolo del letto. Un classico!
Nulla di grave, ma comunque fa un male cane!
Passa qualche minuto… Dolore; gonfiore; se toccate il dito è più caldo del resto del piede; la zona che fa male è anche un po’ arrossata e se provate a muovere le dita, il mignolo fa ancora più male, quindi preferite tenerlo a riposo.
Il processo infiammatorio è già partito e voi state riscontrando le cinque classiche reazioni evidenti che caratterizzano questo utilissimo processo: rubor (rossore), tumor (gonfiore), dolor (dolore), calor (calore), functio laesa (limitazione funzionale).

Sull’infiammazione c’è un po’ di confusione quindi facciamo un piccolo inciso. Spesso sentiamo pubblicità che parlano di prodotti che bloccano l’infiammazione o la spengono, come se fosse un processo esclusivamente negativo o dannoso. La realtà è che la flogosi, più comunemente conosciuta come infiammazione, è un processo che si è evoluto, per milioni di anni, con lo scopo di risolvere un’aggressione fino a diventare quello che oggi conosciamo come una serie di eventi quasi perfettamente sincronizzati ed orientati al risultato. Il sintomo che rende l’infiammazione poco piacevole è sicuramente il dolore, del quale tutti vorremmo liberarci quanto prima. Ovviamente anche il dolore ha una funzione fondamentale che, nel caso del mignolo, è quella di indurre il resto del corpo a proteggere l’area danneggiata attraverso un intervento riparativo che si attiva al suo interno. Questa stretta connessione tra dolore e infiammazione, e il naturale desiderio di liberarsi di questo spiacevole sintomo prima di qualsiasi altra cosa, ha fatto sì che il focus di molti medicinali si sia concentrato su di esso, a volte anche a discapito della soluzione del problema all’origine del dolore.

L'infiammazione è la prima risposta del sistema immunitario ad infezioni e lesioni dei tessuti, e porta alla protezione del corpo umano contro questi insulti. Qualunque sia la causa della risposta infiammatoria, il suo "scopo" è quello di rimuovere o bloccare l'origine del disturbo, consentendo all'ospite di adattarsi alle condizioni anomale e, in definitiva, di ripristinare la funzionalità e l’omeostasi del tessuto.

Torniamo ai nostri esempi

L’infiammazione è quindi un processo non solo utile ma necessario ed auspicabile anche per poter risolvere il vostro piccolo ed ipotetico incidente mattutino di cui sopra.
Dopo qualche giorno fate una visita da uno specialista e scoprite che il famigerato colpo all’angolo del letto ha danneggiato qualche fibra del legamento metatarsale superficiale trasverso oltre a qualche capillare circostante. La situazione nel distretto in cui è avvenuto il danno tissutale è paragonabile a quella che si verrebbe a creare se un evento atmosferico piuttosto violento avesse danneggiato un edificio. Immaginiamo l’hotel Marina Bay di Singapore…

Un forte vento stacca parti della facciata e sparge detriti lungo l’area adiacente all’edificio: congestione del traffico locale, qualche buca sul marciapiede che circonda l’hotel dovuta a calcinacci e altri detriti che cadendo hanno danneggiato il suolo. Fortunatamente nessun ferito.
In poco tempo il sistema di videosorveglianza di zona invia il segnale all’unità competente per richiedere un intervento che metta in sicurezza l’area e dia la possibilità di intervenire per le riparazioni prima che la cosa si complichi. Qualche sirena per far arrivare al più presto chi di competenza sul posto, transenne per limitare il transito di personale non autorizzato vicino all’area danneggiata in modo da limitare ulteriori problemi, veicoli e operai specializzati per rimuovere i detriti, qualche agente di polizia in più per controllare che nessuno approfitti della situazione per compiere reati.
Nel corso dei giorni il cantiere viene montato con ponteggi e viene portata tutta l’attrezzatura necessaria alla riparazione in modo che gli operai possano svolgere il lavoro di ripristino. Giornalmente arrivano i materiali necessari alla riparazione mentre i prodotti di scarto del cantiere vengono portati via per tenere tutto in ordine. Man mano che il danno viene riparato, l’area a transito limitato si riduce fino a quando, dopo qualche mese, tutto il distretto torna alla sua normale routine, a quella che nel caso di un corpo umano si chiama omeostasi.
E il vostro mignolo dolente? La risposta infiammatoria è un processo altrettanto coordinato e ancora più complesso.
Per questo, è arrivato il momento di fermarsi e approfondire l’argomento da un punto di vista tecnico nella seconda parte di questo articolo.

Questo articolo come tutti i contenuti che produciamo con il supporto del nostro comitato tecnico non ha lo scopo di dare indicazioni mediche né tanto meno di sostituire il parere del medico. Ha il semplice obiettivo di fornire un primo quadro informativo su temi legati alla salute e alle tecnologie e ai programmi che sviluppiamo. Per un consulto medico approfondito rivolgiti ad un dottore specializzato nell’argomento di cui hai bisogno.